24
Ott
07

Trappola OEM: una sentenza importante in Italia

L’aspetto in assoluto più odioso dell’informatica odierna è senza dubbio la “trappola” delle licenze OEM. La sigla sta per “Original Equipment Manufacturer” e, come Microsoft stessa ci spiega, si basa sulla malsana concezione che il software viene considerato come parte integrante del PC, un legame, è chiaro, esclusivamente commerciale. In poche parole, quando andate ad acquistare il portatile o il cassone Acer al supermarket, ve lo ritrovate per forza con il Windows preinstallato, ovviamente nell’ultima versione, ad oggi Windows Vista. Questo pone in un attimo Microsoft in una posizione di ineguagliabile vantaggio economico e commerciale rispetto a qualunque altro concorrente, in quanto, almeno per ciò che riguarda Windows, è per buona parte immune dalla pirateria (che invece affligge gli altri produttori che hanno scelto la via del closed per i loro prodotti) e vende “in automatico” i propri sistemi operativi, a prescindere dalla loro qualità, vantandosi addirittura delle vendite. Oggi, oltretutto, più di prima, in quanto si vendono molti più portatili che “assemblatoni”, dove invece si potrebbe installare il classico Windows pirata.

Ora, è pur vero che buona parte degli acquirenti dei PC del supermarket forse neanche sa cosa è Windows e va lì per comprare “il computer”, ma è anche vero che c’è una parte considerevole di utenti potenziali che, per un motivo o per un altro, non hanno voglia di pagare la “tassa Microsoft” sull’hardware che intendono acquistare. I motivi possono essere diversi: hanno già una licenza di Windows retail da qualche parte e vogliono riutilizzarla, oppure semplicemente non vogliono usare Windows.

E’ notizia di oggi (notare la bellissima icona che il grande Schiavoni ha realizzato per l’occasione!) che un giudice di Firenze ha condannato HP Italia al rimborso di 140 euro a favore di un agguerrito utente che non era interessato a utilizzare Windows sul proprio portatile e quindi non voleva assolutamente pagare la licenza forzata. Una sentenza importante che si spera non rimanga un caso isolato e che dimostra che una volta tanto c’è qualche giudice che sembra conoscere un po’ la situazione.

Sia ben chiaro, l’obiettivo non è certo quello di attaccare il monopolio Microsoft, in quanto nella stragrande maggioranza dei casi i PC continueranno a essere venduti con Windows, quindi non penso che cambierebbe granchè per Microsoft. La speranza è che questo artificioso e assurdo legame hardware-software venga debellato e ci sia la chiara e semplice possibilità per un utente consapevole di comprare un PC incontaminato senza ricorrere a cause, richieste di risarcimento e altre lunghe e scoraggianti trafile burocratiche.

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2 Responses to “Trappola OEM: una sentenza importante in Italia”


  1. 1 Massimo
    ottobre 26, 2007 alle 6:44 pm

    Beh, mettiamola così: l’utente “evoluto” non va sicuramente a comprare il pc da auchan o centri commerciali simili. Chi si rivolge ad una catena di questo tipo nel 99,9% dei casi è uno di quesi personaggi per cui vale l’equivalenza: Internet = E blu sul desktop
    Pensa se non trovassero windows preinstallato, impazzirebbero. 😉

  2. 2 Daniele Blu
    novembre 6, 2007 alle 12:36 am

    Quoto! certe persone valgono poco davvero a livello di sostentamento Software


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