Archive for the 'Microsoft' Category

08
Gen
08

Un uomo di successo

Bill Gates

C’è chi lo ha considerato un genio, chi lo ha pittorescamente chiamato Dragasaccocce (anzi, il “Dragasaccocce di Redmond”), chi un visionario, chi un pazzo criminale, chi uno sciacallo, chi addirittura l’Anticristo, fatto sta che William Henry Gates III è stato un uomo di successo. Ma non per la sua innominabile ricchezza, ma per il fatto che è riuscito a creare un impero e a realizzare il suo sogno imprenditoriale.

Interi oceani di parole sono stati spesi nel discutere se abbia agito o no nella legalità, se la sua azienda sia stata o meno cancerogena nel mercato, su quante iniziative imprenditoriali nel settore IT non sono nate o sono morte per causa di Microsoft e di quali enormi danni abbia, nel lungo termine, fatto all’intero settore informatico, nascosti sotto la ipocrita facciata della cosidetta “informatica alla portata di tutti”. E’ certo che le cause legali contro Microsoft ormai si contano con difficoltà, che ci sono tanti casi in cui prodotti ben più validi dei suoi sono morti (BeOS, Netscape ecc…) ma in fondo la legge del mercato è più o meno analoga a quella della giungla, è feroce e lui è stato un abile predatore.

Al Consumer Electronic Show di Las Vegas, Bill Gates ha annunciato le sue dimissioni. A 52 anni e con i suoi oltre 50 miliardi di dollari nel conto in banca, penso si possa permettere una serena pensione. La cosa fa un certo effetto. Personalmente ricordo che era il 1991, Linux era ancora un ammasso di poche migliaia di righe di codice nel pc di Linus Torvalds, quando comprai il mio primo, mitico, Amiga 500 Plus e cominciai a provare un certo fastidio nei confronti di quelle lugubri e anonime scatole chiamate “IBM PC compatibili” su cui giricchiava uno strano programma chiamato “Windows”, che vedevo a casa di mio cugino e che faceva solo ridere a paragone della poderosa esplosione di colori e suoni del diamante di casa Commodore. Ricordo ancora i floppy pieni di codice assembly e “mail” anti-ms che mi scambiavo via posta (internet era ancora per pochissimi) con un mio caro amico amighista messinese (ciao Andrea!), bei tempi. Si era ragazzini, si era sognatori, si aveva tanto tempo libero.

In ogni caso da allora l’insofferenza non è mai cessata, neanche di fronte a incarnazioni di Windows tutto sommato accettabili come il 98SE e XP SP2. Fortuna e volontà mi hanno permesso di vivere un’esperienza di computing quasi del tutto indipendente da Windows, anche dopo la tragedia del 1994. Però ammetto che, nonostante tutto, Bill Gates mi è sempre stato in qualche modo simpatico, ha l’aspetto dell’eterno ragazzo, del sognatore e mi ha sempre dato la netta impressione di uno che pensa “Mamma che culo che ho avuto, ma come sono riuscito a fregarne così tanti!!!”.

Cosa lascia Bill Gates? Un’azienda dominante, gigantesca, con una liquidità che potrebbe farla campare per i prossimi 100 anni senza fatturare 1 euro, ma che ha perso molto della sua verve e della sua energia iniziale e che, a parte qualche prodotto valido come la xbox360 e le DirectX, va avanti per inerzia. Di sicuro non fallirà, ma i prossimi anni saranno determinanti.

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EDIT: Sul corriere è stato pubblicato un video che “narra” l’ultimo giorno di lavoro di Bill Gates a Microsoft, indubbiamente simpatico e autoironico, forse anche un po’ triste.

http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=1eaab350-bf90-11dc-a9fc-0003ba99c667

11
Dic
07

Windows Vista: cominciamo bene…

Oggi un mio collega ha portato in ufficio il suo nuovo portatile fiammante con pochi mesi di vita. Che ci ha trovato installato? Windows Vista Business. Lo avvia e non senza una certa curiosità faccio il giro della scrivania per vedere con i miei occhi quello che è stato bollato come uno dei dieci peggiori prodotti della tecnologia, dato che finora lo avevo solo intravisto per pochi minuti a casa di un’amica, sono molto curioso di esaminarlo per vedere se tutte le feroci stroncature con cui lo hanno massacrato sono o no prive di fondamento.

A primo impatto, in effetti, mi viene da pensare che forse non hanno torto, dato che le prime 2 volte che ha tentato di avviarlo è rimasto bloccato all’avvio, congelato inesorabilmente su questa schermata:

Windows Vista bloccato

Insomma non cominciamo proprio bene…

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24
Ott
07

Trappola OEM: una sentenza importante in Italia

L’aspetto in assoluto più odioso dell’informatica odierna è senza dubbio la “trappola” delle licenze OEM. La sigla sta per “Original Equipment Manufacturer” e, come Microsoft stessa ci spiega, si basa sulla malsana concezione che il software viene considerato come parte integrante del PC, un legame, è chiaro, esclusivamente commerciale. In poche parole, quando andate ad acquistare il portatile o il cassone Acer al supermarket, ve lo ritrovate per forza con il Windows preinstallato, ovviamente nell’ultima versione, ad oggi Windows Vista. Questo pone in un attimo Microsoft in una posizione di ineguagliabile vantaggio economico e commerciale rispetto a qualunque altro concorrente, in quanto, almeno per ciò che riguarda Windows, è per buona parte immune dalla pirateria (che invece affligge gli altri produttori che hanno scelto la via del closed per i loro prodotti) e vende “in automatico” i propri sistemi operativi, a prescindere dalla loro qualità, vantandosi addirittura delle vendite. Oggi, oltretutto, più di prima, in quanto si vendono molti più portatili che “assemblatoni”, dove invece si potrebbe installare il classico Windows pirata.

Ora, è pur vero che buona parte degli acquirenti dei PC del supermarket forse neanche sa cosa è Windows e va lì per comprare “il computer”, ma è anche vero che c’è una parte considerevole di utenti potenziali che, per un motivo o per un altro, non hanno voglia di pagare la “tassa Microsoft” sull’hardware che intendono acquistare. I motivi possono essere diversi: hanno già una licenza di Windows retail da qualche parte e vogliono riutilizzarla, oppure semplicemente non vogliono usare Windows.

E’ notizia di oggi (notare la bellissima icona che il grande Schiavoni ha realizzato per l’occasione!) che un giudice di Firenze ha condannato HP Italia al rimborso di 140 euro a favore di un agguerrito utente che non era interessato a utilizzare Windows sul proprio portatile e quindi non voleva assolutamente pagare la licenza forzata. Una sentenza importante che si spera non rimanga un caso isolato e che dimostra che una volta tanto c’è qualche giudice che sembra conoscere un po’ la situazione.

Sia ben chiaro, l’obiettivo non è certo quello di attaccare il monopolio Microsoft, in quanto nella stragrande maggioranza dei casi i PC continueranno a essere venduti con Windows, quindi non penso che cambierebbe granchè per Microsoft. La speranza è che questo artificioso e assurdo legame hardware-software venga debellato e ci sia la chiara e semplice possibilità per un utente consapevole di comprare un PC incontaminato senza ricorrere a cause, richieste di risarcimento e altre lunghe e scoraggianti trafile burocratiche.

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27
Set
07

Windows Vista: qualcosa non va come dovrebbe…

Premetto subito una cosa, onde evitare di fare la figura del solito antimicrosoft per principio. Windows Vista l’ho finalmente visto (scusate il facile gioco di parole) a casa di un amico, non l’ho provato approfonditamente ma mi è sembrato molto carino a primo impatto. Spero di poterlo testare in modo più serio al fine di averne un’idea più completa. Ma a quanto pare il fatto di essere carino non è stato sufficiente…

In questi ultimi giorni sia nelle testate italiane che in quelle straniere si discute sul fatto che il lancio di Windows Vista non è andato come Microsoft avrebbe sperato. Pare che nei primi sei mesi di vendite, Vista abbia venduto addirittura il 60% in meno di quanto fece Windows XP nel 2001. La cifra, già in se impressionante, assume particolare gravità se pensiamo che rispetto al 2001 oggi si vendono molti più portatili, macchine per cui si è obbligati a pagare la “tassa Microsoft” per l’acquisto forzato della licenza OEM, considerata come qualcosa di inseparabile dall’hardware. Ci sono produttori, come Dell, che hanno rimesso in offerta portatili con Windows XP e addirittura alcuni offrono il “downgrade” a Windows XP senza perdere la garanzia. Le stesse aziende sono reticenti a fare questo “upgrade”, in quanto è un sistema giovane e che in molti casi obbligherebbe all’acquisto di nuovo hardware per poi fare, alla fine, le stesse cose che si facevano con XP. Microsoft stessa, ammette che l’80% delle vendite di Windows provengono dall’odioso canale OEM, di cui si parlava prima. Addirittura Office 2007 ha venduto più copie del sistema operativo che dovrebbe farlo funzionare al meglio. Mi chiedo cosa succederebbe se non ci fosse questo meccanismo diabolico della licenza “in dotazione forzata” all’acquisto di nuovi computer, un’arma dal potere spropositato che ha in mano soltanto Microsoft in tutto il mondo.

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18
Set
07

Cala la scure su Microsoft

Con una sentenza destinata a fare giurisprudenza, la Corte di Giustizia Europea ha condannato Microsoft al pagamento di una multa di 497 milioni di euro e al rilascio dei propri sistemi operativi senza il Windows Media Player, dopo una battaglia giudiziaria durata quasi tre anni. L’accusa? Abuso di posizione dominante. Niente di innovativo neanche qui insomma… Gioisce la Free Software Foundation (che aveva preso parte all’accusa), applaudono i concorrenti più agguerriti come Red Hat, Sun e Novell (nonostante quest’ultima abbia recentemente siglato discutibili patti con Microsoft). Il provvedimento sul WMP è, a mio avviso, di ben poco impatto e 497 milioni di euro è, probabilmente, la cifra che Microsoft spende in un anno per i buoni pasto dei dipendenti. Ma non è questo ciò che rende importantissima questa vittoria. Le leggi contro la concorrenza sleale esistono da tempo, ma finora nessuno si era preso la briga di applicarle sul serio contro l’azienda che le ha sempre violate nella maniera più palese e massificata. Significativa la frase di George Greve di Free Software Foundation Europe: “Microsoft non si può più considerare al di sopra della legge”.

Può sembrare ingiusto che un ente pubblico decida cosa, un’azienda privata, debba fare con i propri prodotti. Ma quando si tratta di un’azienda che ha un potere mostruoso come quello di Microsoft, è giusto che si attivino misure di controllo e di monitoraggio tra le più severe e intransigenti. Per il bene della concorrenza e degli stessi clienti.